Operazione laser occhi
Chirurgia refrattiva

OPERAZIONE LASER OCCHI
CHIRURGIA REFRATTIVA

 

A che cosa serve l’intervento di chirurgia refrattiva, nel gergo comune spesso chiamato “intervento laser agli occhi”?

Esattamente come avviene per un classico sistema ottico fotografico anche l’area visiva si serve di due lenti naturali, vale a dire il cristallino e la cornea che, insieme, formano il diottro oculare. Il loro scopo consiste nel mettere a fuoco le immagini sulla retina.

Non sempre la combinazione dei fattori anatomici garantisce una visione impeccabile e quindi in base alla conformazione della cornea, alla morfologia del cristallino e alla lunghezza del bulbo oculare si possono configurare i vari difetti refrattivi quali miopia (occhio più lungo con difficoltà nella visione da lontano), ipermetropia (occhio più piccolo con affaticamento nella visione da vicino) e astigmatismo (visione annebbiata e poco chiara dei contorni).

Questo tipo di anomalie vengono classificate come aberrazioni di basso ordine, e possono beneficiare dell’uso di occhiali oppure di lenti a contatto.

Accanto alle aberrazioni di basso ordine, i sistemi diottrici risentono anche della presenza di aberrazioni di ordine elevato, che determinano una deformazione del percorso luminoso tale da non essere correggibili con l’impiego dei semplici occhiali oppure delle lenti a contatto.

La chirurgia refrattiva mediante laser ad eccimeri è una metodica in grado di modellare la cornea e correggere sia le aberrazioni di basso ordine sia alcune aberrazioni di ordine elevato, ripristinando una corretta visione e ottimizzando il percorso dei raggi luminosi che raggiungono la retina.

 

Ma cosa si indica con “operazione laser occhi” (chirurgia refrattiva)?

La chirurgia mediante laser (ad eccimeri) rappresenta la procedura chirurgica in grado di modellare la superficie corneale correggendo in modo estremamente preciso tutti i difetti di refrazione.

Lo scopo di questa metodica è rendere il paziente emmetrope (dal greco eu metros) raggiungendo quindi la refrazione ideale di quell’occhio eliminando tutte le sue anomalie e rendendolo libero dall’utilizzo di occhiali.

L’esecuzione di questa procedura ha delle indicazioni estremamente precise e richiede un’attenta valutazione strumentale e una visita accurata da parte di un medico specializzato nel trattamento di questi difetti, che sia in grado di programmare e pianificare l’intervento di correzione chirurgica mediante laser.

 

I difetti visibili risolvibili definitivamente con l’operazione laser occhi (chirurgia refrattiva).

Il sistema visivo può andare incontro a svariati difetti, risolvibili con la chirurgia refrattiva.

Ecco in rapida carrellata i più comuni:

1. Miopia

L’individuo non riesce a vedere bene gli oggetti situati a una certa distanza dal suo campo visivo. Questi ultimi, se lontani, sembrano sfocati.

2. Ipermetropia

La visione è costantemente sfocata, indipendentemente dalla distanza degli oggetti dal campo visito. Tutto ciò è dovuto al fatto che i raggi luminosi che provengono da ognuno degli oggetti si focalizzano dietro la retina

3. Astigmatismo

La visione sfocata è determinata dallo sdoppiamento delle immagini generata dall’anomala e differente curvatura dei meridiani corneali. Il diretto interessato non è in grado di mettere a fuoco gli oggetti all’interno del suo campo visivo, a prescindere dalla loro effettiva distanza.

4. Presbiopia

Si tratta dell’impossibilità di mettere a fuoco gli oggetti da vicino. Il sistema di messa a fuoco delle immagini da vicino, garantito dal cambio di curvatura del cristallino (la lente presente all’interno dell’occhio) perde progressivamente la sua efficacia rendendo sempre più complesse semplici operazioni come lettura, lavorare al computer oppure lavorare a distanza ravvicinata.

 

Le principali tecniche di chirurgia refrattiva

La metodica più utilizzata per intervenire sul diottro oculare è quindi la chirurgia mediante laser, grazie alla sua elevata precisione, modulabilità e possibilità di correggere in modo “fine” aberrazioni sia di basso ordine (miopia, ipermetropia e astigmatismo) sia alcune aberrazioni di ordine elevato responsabili del decadimento della qualità della vista.

Le tecniche chirurgiche di uso più frequente sono 3. Eccone i dettagli:

1. FEMTO-Lasik

La FemtoLasik è la tecnica più all’avanguardia, innovativa, efficiente, sicura, precisa, rapida e indolore.

Si avvale di due tipologie di laser (Laser a Femtosecondi e Laser ad eccimeri) e di una procedura totalmente computerizzata e personalizzata, che consente la massima precisione di esecuzione migliorando sensibilmente la qualità del risultato visivo.

Il laser a Femtosecondi ha definitivamente sostituito il microcheratomo, usato nella classica Lasik, per la formazione di un flap corneale includente stroma superficiale, membrana di Bowman ed epitelio. Sollevato temporaneamente il flap, si permette al Laser ad eccimeri di agire sullo stroma secondo precisi algoritmi dettati dal laser, personalizzati sulla base dei difetti refrattivi da correggere.

La chirurgia LASIK con laser a Femtosecondi è in grado di correggere in modo adeguato e risolutivo la miopia, l’ipermetropia e l’astigmatismo e grazie all’applicazione di speciali algoritmi che sfruttano il rimodellamento corneale anche la presbiopia

 

2. PRK (PhotoRefractive Keratectomy)

Grazie a questa tecnica, l’azione del laser avviene solo una volta che l’epitelio corneale è stato rimosso.

Al termine della procedura mediante laser ad eccimeri, una lente a contatto morbida viene gentilmente applicata sulla cornea operata con lo scopo di proteggere il tessuto corneale, limitare il disagio post-operatorio e favorire una corretta ricrescita dell’epitelio corneale.

La riepitelizzazione corneale richiede alcuni giorni per essere ultimata, periodo in cui è possibile avvertire un lieve disagio, fotofobia e sensazione di corpo estraneo.

La grande semplicità di esecuzione della tecnica PRK e la sua grande sicurezza e precisione presentano un tempo di recupero leggermente più lento rispetto alla LASIK, tempo necessario all’epitelio di ricostituire la sua struttura e conformazione.

3. SMILE

La procedura SMILE (Small Incision Lenticule Extraction) è una metodica “Full Femto” in cui un piccolo lenticolo di stroma corneale tagliato e modellato dal FEMTOlaser viene estratto dalla cornea mediante piccole incisioni eseguite sulla superficie corneale. Questa metodica è in grado di correggere difetti quali la miopia e l’astigmatismo.

 

Quando è il caso di utilizzare una tecnica piuttosto che un’altra?

Prima di definire che tipo di intervento effettuare, il chirurgo valuta attentamente tutti i fattori e li discutere con il paziente, puntando soprattutto l’attenzione alle sue aspettative post-operatorie.

 

Esami oftalmologici pre-operatori necessari

La fase pre-operatoria costituisce il momento di valutazione in cui si stabilisce l’idoneità del paziente alla procedura e le indicazioni all’intervento stesso.

Sono necessari numerosi esami volti ad analizzare con estrema dovizia di particolari l’intero sistema visivo ed in special modo il distretto corneale, bersaglio della procedura.

Gli esami oftalmologici necessari, pertanto, sono i seguenti:

1. OCT RETINICO

La tomografia a coerenza ottica (OCT) è una metodica di scansione retinica in grado di analizzare con estrema precisione il tessuto retinico con risoluzioni altissime. L’analisi tomografica consente di esplorare la macula, coroide e la morfologia del nervo ottico con le fibre che lo costituiscono.

2. Pupillometria

Vengono misurati i diametri delle pupille e la cinetica di modifica del loro diametro in condizioni di scarsa illuminazione, e di abbagliamento.

3. Pachimetria

Serve a misurare lo spessore della cornea e la mappa di distribuzione dello spessore dal centro alla periferia. Lo spessore corneale è un dato estremamente determinante in quanto le procedure che utilizzano il laser determinano sottrazione di tessuto per la correzione del difetto refrattivo.

4. Aberrometria

L’analisi aberrometrica mira ad analizzare e scomporre le deformazioni del fronte d’onda (percorso dei raggi luminosi) che attraversano il diottro oculare. L’analisi aberrometrica è determinante per comprendere il “peso” del difetto refrattivo e svolge un ruolo fondamentale nella programmazione chirurgica dell’intervento

5. Topografia e Tomografia corneale

La Topografia corneale è una metodica in grado di misurare la curvatura della superficie anteriore della cornea, sfruttando differenti procedure di analisi e differenti algoritmi di codifica.

La Tomografia corneale, invece, è una metodica che analizza la struttura della cornea in toto, misurando la curvatura della superficie anteriore, posteriore, il suo spessore ed infine correlando queste tre variabili per la descrizione dell’intero diottro oculare.

Questo tipo di analisi è in grado di escludere la presenza di particolari patologie oculari che potrebbero controindicare l’intervento stesso.

 

Operazione laser occhi: tutto quello che occorre sapere sulla degenza e sui risultati.

Dopo aver segnalato in maniera approfondita quali esami oftalmologici sono necessari prima dell’operazione laser occhi è bene sapere come avviene l’intervento, quali sono i tempi di degenza e i risultati attesi.

L’intervento di chirurgia refrattiva con laser ad eccimeri viene eseguito in anestesia locale topica. Il paziente è sveglio e collaborante durante la procedura chirurgica.

I tempi dell’operazione sono decisamente brevi e l’intera procedura richiede al massimo 15 minuti per essere completata. Spesso l’intervento chirurgico riguarda entrambi gli occhi, altre volte soltanto uno (dipende dalla decisione del chirurgo).

Non vi sono grossi disagi in fase di degenza. Al termine dell’intervento la visione risulta già buona, tuttavia sono necessari alcuni giorni affinché la visione si stabilizzi e raggiunga il suo massimo risultato. In questo lasso di tempo, è bene effettuare i controlli previsti dall’oculista e attenersi alle direttive del chirurgo.

L’intervento chirurgico restituisce un’ottima indipendenza dagli occhiali, il cui utilizzo può essere ancora limitato a poche rare circostanze.

 

Intervento laser agli occhi: quando conviene farlo?

Ci sono diverse situazioni che possono comportare l’operazione chirurgica con il laser. Ad esempio:

1. Età

In genere non conviene ricorrere al laser prima dei 20 anni, per il semplice motivo che l’occhio non ha raggiunto la piena maturità e soprattutto la stabilità del difetto visivo.

Così come per la presbiopia: conviene valutare attentamente la possibilità di un intervento laser a partire dai 40 anni.

2. Patologie della cornea

 Per opacità superficiali della cornea, il laser ad eccimeri può rivelarsi efficace nella regolarizzazione della superficie corneale, migliorando di fatto la qualità visiva del paziente.

3. Sport

Chi fa sport a livello professionale ha una chiara indicazione a ricorrere all’intervento con il laser, in modo da facilitare la pratica sportiva e l’agonismo. Aiutato dal fatto che i risultati sono da subito concreti e duratori.

 

CONTROINDICAZIONI

1. Malattie

Artrite reumatoide e diabete sono patologie che non permettono di intervenire con il laser.

2. Gravidanza

A fronte di gravidanza, le donne non possono sottoporsi all’intervento agli occhi con il laser.

3. Variazioni dello spessore della cornea

Le anomalie di spessore corneale costituiscono una controindicazione all’esecuzione dell’intervento e ne controindicano l’esecuzione. La chirurgia refrattiva eseguita mediante laser ad eccimeri determina una sottrazione di tessuto. Cornee particolarmente sottili, oppure ectasiche (sfiancate) non devono essere sottoposte a questo tipo di chirurgia.

4. Secchezza oculare

La ridotta produzione di lacrime e la secchezza oculare costituiscono una controindicazione all’intervento. La secchezza oculare può peggiorare dopo la chirurgia, pertanto, questo tipo di anomalia costituisce una controindicazione all’intervento.

 

Quali sono le alternative al laser?

Nella circostanza in cui vi fossero eventuali controindicazioni o problematiche di natura tecnica come ad esempio alte ametropie, invece del laser è possibile ricorrere alle IOL fachiche.

DI cosa si tratta? Sostanzialmente sono delle lentine di tipo intraoculare, la cui logica di funzionamento non si discosta molto da quello delle tradizionali lenti a contatto. La differenza, però, risiede nel fatto che la collocazione delle IOL falchiche è al davanti del cristallino e posteriormente all’iride. Quindi, all’interno dell’occhio ma assolutamente invisibili ad occhio nudo.

La scelta di questa particolare metodica consente di correggere ugualmente ed in modo estremamente accurato i difetti di refrazione (miopia, ipermetropia e astigmatismo) senza intaccare la struttura corneale ma aggiungendo una lente sottilissima all’interno dell’occhio.

 

Presbiopia: come regolarsi?

Il cristallino è fondamentale nel mettere a fuoco le immagini, specie quando si è vicini al punto visivo, oltre che a fronte di piccoli adattamenti inerenti alla messa a fuoco. Con il passare degli anni, si registra un certo deterioramento nel funzionamento di messa a fuoco del cristallino.

Anche la presbiopia può essere affrontata in modo risolutivo con la chirurgia refrattiva: interventi laser corneali mirati si rivelano utili ad abbandonare occhiali e lenti per sempre!

In alternativa alla metodica laser è possibile ricorrere alla sostituzione del cristallino con una lente intraoculare Premium, in grado di consentire un’indipendenza dagli occhiali nella maggior parte delle attività giornaliere.

 

Conclusioni

L’esigenza di sottoporsi a controlli regolari e rivolgersi a uno specialista è assolutamente imprescindibile per individuare e correggere per tempo i difetti dell’apparato visivo, così come nell’evitare l’insorgenza di eventuali fastidi in fase post-intervento. Ricorrere alla chirurgia refrattiva, pertanto, resta un’eccellente opportunità per disporre di una vista perfetta e per evitare l’insorgere di fastidiose problematiche nel corso del tempo.

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